La Polizia Locale di Padova ha fermato il 22 maggio 2019 un veicolo industriale in periferia di Padova scoprendo un dispositivo che simula il consumo di AdBlue. I proprietari dell'azienda hanno scaricato la responsabilità sull'autista.

La scorsa settimana un altro veicolo industriale che viaggiava con sistema elettronico che inganna la centralina del veicolo – informandola che sta consumando additivo AdBlue mentre ciò non avviene – è stato scoperto dalla Polizia Locale nella zona industriale di Arsegno, in provincia di Padova. Il camion - che appartiene a un'azienda di autotrasporto veronese ed era guidato da un autista di origini tunisine - è stato fermato da una pattuglia, che ha scoperto nel vano portafusibili, nascosta tra i cavi, una scheda elettronica che simula il consumo dell'additivo, evitando quindi che entri in funzione il limitatore di potenza imposta dalle norme comunitarie quando il camion viaggia senza consumare AdBlue. In questo modo, non si paga il costo dell'additivo, a scapito delle emissioni degli ossidi di azoto che, non essendo neutralizzate dall'AdBlue, si disperdono interamente nell'atmosfera, annullando i benefici della normativa Euro VI. Dopo avere rilevato la frode, gli agenti hanno sequestrato i camion e ritirato la sua carta di circolazione, imponendo all'autista una multa di 422 euro. Gli agenti hanno poi interrogato i titolari dell'impresa di autotrasporto, che hanno scaricato la responsabilità sull'autista o sul precedente proprietario del veicolo, sostenendo di non sapere della manomissione. In tutti i casi, prima di usare il veicolo devono rimuovere il sistema di manomissione.

(fonte trasportoeuropa.it)

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